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Perchè soffro così dopo l’aborto? – Da cosa nasce la sofferenza post aborto

Una donna che abortisce sa almeno due cose:
– che prima aspettava un bambino che con l’aborto non c’è più
– anche se lo rimuove, lo nega, lo allontana con termini sempre più scientifici come “ho una gravidanza in atto”, lei sa che quello è suo figlio, anche se non voluto, anche se non desiderato ma è stato, è e sarà sempre suo figlio

(Cinzia Baccaglini, Psicoterapeuta “50 domande e risposte sul post aborto”)

Nessuna donna che abbia abortito volontariamente dirà mai “ho abortito un embrione di pochi centimetri” ma “ho ucciso il mio bambino”. Questo perchè la donna percepisce di essere madre, percepisce la presenza del figlio, prima ancora di averne la conferma medica. Allo stesso modo percepisce l’assenza anche se il figlio è stato abortito a poche settimane dal concepimento.

Ecco da cosa nasce questa grande sofferenza post aborto: dalla consapevolezza, magari ancora inconscia, di aver perso il proprio bambino. Per questo uno dei primi importanti passi da compiere per riuscire a guarire questa ferita è riconoscere la dignità di quel bambino, dandogli un nome.

Leggi come Emma è riuscita a dare un nome al proprio bambino.

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