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Non ho il coraggio di confessare il mio aborto

“Prima ero credente, ma da quando ho abortito non ho più il coraggio di entrare in chiesa, vorrei confessarmi ma mi sembra che ci sia un muro altissimo che ormai mi divide dal Signore” (Anna)

Per rispondere a queste parole ci torna utile ricordare la parabola del figliol prodigo. Come commenta Giovanni Paolo II (1984, n.5)

“Il Signore non aveva certo dimenticato il figlio, anzi gli aveva conservato intatti l’affetto e la stima. Così lo aveva sempre atteso e ora lo abbraccia, mentre dà il via alla grande festa del ritorno di “colui che era morto ed è risuscitato, era perduto ed è stato ritrovato”

L’accoglienza gioiosa di Dio prende il soppravvento sul male commesso e riconosciuto e dà inizio ad una nuova vita.

La riconciliazione è principalmente un dono del Padre Celeste (Giovanni Paolo II)

Avvicinarsi alla Riconciliazione attraverso il sacramento della penitenza è un punto fondamentale del percorso spirituale di rinascita per una donna o un uomo che hanno abortito.

Se è vero che non possiamo cambiare i fatti della vita, è vero che possiamo cambiare il senso che questi fatti hanno avuto per noi (Michielan, 2011).

Nel Sacramento della Penitenza o Riconciliazione è Cristo stesso che agisce, il confessore diventa così immagine di Dio Padre che accoglie e perdona colui che “ritorna”

Arrivato finalmente il mio turno, sono entrata nel confessionale e ho visto un sacerdote vestito di bianco, anziano, mi sono inginocchiata, trovandomi davanti i suoi occhi: erano chiari, piccoli ma molto profondi e pieni di amore; mi fissavano con tenerezza, al punto che mi è parso davvero di incontrare lo sguardo di Gesù.
Nel tentativo di iniziare a parlare, sono scoppiata in un forte pianto e, tra le lacrime, cercavo di raccontare le mie colpe e i miei dolori, iniziando dal macigno più grande. Mentre ne parlavo (per la prima volta in vita mia), ho sentito questo enorme peso uscire fuori da me.
Il sacerdote ha percepito tutto il mio dolore e la mia disperazione e mi ha abbracciata, come nessuno mai aveva fatto prima, nemmeno mio padre. Poi, dandomi un bacio sulla testa, mi ha detto: “Dio ama, Dio perdona”.
Al che gli ho chiesto: “Ma veramente Dio può perdonarmi?”. Il confessore mi ha risposto ripetendomi per ben 7 volte: “Dio ama, Dio perdona”. In quel momento mi sono sentita molto amata e perdonata, il mio cuore si è aperto e vi è entrata una grande felicità! Continua a leggere la storia di Paola.

E’ la certezza che quel peccato è stato tolto, cancellato, dando la possibilità di una nuova comunione di grazia che porta pace e consolazione. (Michielan 2011)

Ciò che è umanamente impossibile, è possibile invece a Dio (Lc 1,37; Mc 10,27)

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