cristo-tende-la-mano-testata

Anche tu sei degno di fiducia | L’esperienza della misericordia di Gesù

Prima lettera a Timoteo 1,12-17

Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.!
Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perchè Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.  Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

cristo tende la mano

Gli incontri più significativi che ho in confessionale, sono con le donne che confessano di aver abortito. La posta in gioco nella confessione è la consapevolezza di aver disposto della vita di un’altra persona. “Io ho deciso della vita e della morte di una persona”. Questo è un dramma che emerge e per questo non può che essere un momento di grande intensità. Ho sempre sperimentato questi incontri come un grande dono per me. Ho degli incontri di una portata simile, quando mi trovo adascoltare persone che portano dentro delle ferite collegate ad esperienze affettive e sessuali sbagliate, a volte drammatiche, come il caso di violenze subite. Dando uno sguardo complessivo alla mia esperienza confessionale, vedo che le esperienze più forti sono quelle collegate alla dimensione affettiva, sessuale e generativa. L’amore umano è veramente la cosa più importante che noi abbiamo. Quando l’amore umano viene tradito lascia delle grandi ferite che però, una volta che si lasciano visitare dall’amore misericordioso di Dio, si trasformano in un grande dono e il primo a ricevere questo grande dono è la persona del confessore. Le donne che hanno abortito, che si sono pentite e che confessano questo, rappresentano un dono per il confessore, per tutta la chiesa e la società stessa.

 

E’ importante comprendere che voi come me, come tutti, avete una chiamata da Dio e che siete a vostra volta chiamate a rispondere.

Il senso del nostro cammino lo vedrei così: noi abbiamo fatto un’esperienza nella nostra vita, ad un certo punto abbiamo avuto una Luce, questa Luce ci interpella, ci chiama; è la chiamata di Dio.

Come vogliamo rispondere? Potrebbe essere questa la domanda che guida e dà senso al nostro essere qui, al nostro trovarci. Come possiamo rispondere alla chiamata che Dio ci fa, a partire dalle esperienze, anche molto dolorose che abbiamo vissuto? Che cosa vuole Dio da me?!

 

braccia_dio-782096

Possiamo approfondire questa idea della chiamata, ricorrendo all’esperienza di Paolo nella prima lettera a Timoteo. Paolo in tutto questo testo ci comunica la gratitudine, il sentimento di un’esperienza gratuita che lo rende grato. Lui rende grazie a colui che lo ha reso forte. Paolo era già forte di suo, un temperamento caldo, combattivo.  Tuttavia Paolo dice di sperimentare una forza che non viene da lui, è una forza che gli è stata donata. Prima era un bestemmiatore, un persecutore, un violento. La sua era una forza distruttiva, ma quella non è forza. La vera forza è quella che ha ricevuto da Gesù Cristo e che gli permette di stare nella persecuzione, sotto la violenza. La forza che il Signore dà, ci permette di prendere la croce ogni giorno e di seguirlo. Paolo è reso forte da Gesù Cristo che lo ha giudicato degno di fiducia mettendolo al Suo servizio. Ecco la chiamata, il senso della chiamata. Ci viene trasmessa quella che, in psicologia, si dice una positiva consapevolezza di sé stessi. Gesù Cristo lo ha giudicato degno di fiducia, ecco la positività che emerge quando si fa l’esperienza di essere travolti dall’amore misericordioso di Dio. Capiamo il nostro valore alla luce del piano di Dio. Nonostante Paolo fosse un bestemmiatore, un persecutore, un violento, il Signore è entrato nella sua vita e lo ha rivoltato come un calzino, lo ha capovolto, gli ha fatto fare una rivoluzione radicale, profonda. Paolo chiama  questa esperienza “mi è stata usata misericordia”.

timthumb.php

Paolo, pur essendo fariseo formato alla scuola di Gamaliele, ha la consapevolezza di essere un teologo ignorante “agivo per ignoranza, lontano dalla fede”. La grazia del Signore, ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù, come se uno venisse travolto da una valanga di Grazia, di fronte alla quale si sente piccolissimo, impotente. “Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti”, Paolo ha la consapevolezza di una realtà che ha un fondamento in se stessa, è degna di fede.

Proprio così, degna di fede proprio perchè Via, Verità e Vita. Questa Verità sta in piedi da se stessa; è fondata su se stessa e perciò è degna di fede e di essere accolta da tutti, altrimenti non sarebbe Verità.

Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali è Paolo. Gesù Cristo ha voluto in lui per primo dimostrare tutta quanta la sua magnanimità. Paolo riprende l’idea della gratuità dell’esperienza dell’amore di Dio e chiarisce che questa esperienza non è per se ma è per gli altri “perchè io fossi di esempio”.

 

In questo brano si ritrovano gli elementi essenziali per un gruppo come il nostro. L’esperienza dell’Amore Misericordioso che ci ha prevenuti, ci ha chiamati e ci ha portati ad un percorso di conversione da una situazione dove siamo stati anche noi, in un certo senso, bestemmiatori, persecutori e violenti. Negare una vita è bestemmiare Dio, negare la vita vuol dire voler prendere il posto di Dio, voler essere padroni.  Ma solo Dio è padrone della vita, noi non possiamo decidere della vita di un altro. Quindi il Signore ci ha preso da esperienze di questo tipo, ci ha fatto sentire la ricchezza del suo amore misericordioso e ci chiama ad essere esempio per quelli che crederanno, in funzione della vita eterna.

I vostri bambini possiedono già la vita eterna, perchè hanno subito un martirio, hanno ricevuto potremmo dire, il battesimo di sangue. Sono il prezzo di una società idolatra, di una società che nega Dio perciò, anche se non sono nati, sono degli innocenti come appunto i martiri e dunque hanno la vita eterna. Questo è il prezzo che la nostra società vuole far pagare a chi non accetta Dio e si lascia andare all’idolatria della materialità.

Un gruppo come il nostro ha degli alleati molto forti, in questo cammino alla quale tutti siamo chiamati a testimoniare, in funzione della vita eterna!

La conversione e la vocazione di Paolo potrebbe essere il brano che potremmo tenere presente, perchè può aiutarci a scavare in profondità e farci fare il cammino con l’obiettivo di capire cosa Dio vuole da noi.

Don Massimo  21 febbraio 2015