La lettera di un Nonno al suo nipotino mai nato

Caro Alessandro,

è il nonno che ti scrive… sto piangendo come un bambino, il mio cuore soffre e fatico anche solo a pensare… scrivere.

E’ da molto che ti penso… è da molto che ti sento, ho anche “confessato” la tua non nascita, con molta sofferenza, ma forse non con la piena consapevolezza di ciò che ho permesso di fare. Inconsapevolmente, da quando sono stato cosciente di ciò che avevo fatto, e questo è avvenuto negli ultimi anni quando ho riscoperto Gesù, ti ho portato dentro di me e ti ho anche parlato, ti sento come il terzo figlio, figlio di un padre che non è tale di questo nome perchè altrimenti tu saresti con noi.

Da quando ho realizzato quello che ho fatto, quando ti penso non ho pace e chiedo perdono, ma non c’è rimedio. E’ facile dire “se tornassi indietro (e non sai quanto me lo sono ripetuto) non lo permetterei” ma sono stato un vigliacco, non ho avuto il coraggio, ero lontano, lontano e solo………… e anche per questo tu non ci sei.

Non ci sei fisicamente, ma forse ora grazie a Laura potrai esserci almeno dentro di me, con più serenità spero… Sarà comunque dura. Ho fatto purtroppo molto del male e ne pagano le conseguenze la persona che amo forse più di ogni cosa, anche se non lo faccio vedere.

Caro Alessandro, una volta ho letto un libro che parla di te: “Lettera a un bambino mai nato“, ma solo ora capisco veramente cosa significa.

Spero solo nel perdono, anche se questo non ti ridarà la vita sei e sarai sempre con me, come Emma e Marco. Ti chiedo perdono di non essere stato la persona che ti ha dato una possibilità, anche se difficile, di esserci. Ti chiedo aiuto perchè la tua mamma possa perdonarmi, possa superare il momento che sta vivendo, che con il tuo amore e la tua presenza possa finalmente amare suo marito, con la consapevolezza di ciò che vuol dire questa parola… scoprire che amore non è quella cosa che ti rimescola lo stomaco quando sei con lui, ma la consapevolezza che lui è accanto a te e con te sta condividendo ciò che vivi e ciò che senti, anche se con gli atteggiamenti e il suo modo di fare non sembra.

Alessandro già da un po’ io ti ringrazio, ma solo ora ho la consapevolezza che ci sei e sono già nonno e spero che un giorno avrai un fratellino o sorellina che porterò prima o poi di nuovo in giro con il passeggino. Sono un orso, ma a modo mio so dare un po’ di amore anch’io.

Ciao
il tuo nonno Antonio